Mazak e Oak Ridge National Laboratory hanno collaborato allo sviluppo di una piattaforma di additive manufacturing metallico convergente che riunisce produzione additiva e lavorazione meccanica di precisione in flussi orientati alla produzione. La tecnologia è stata mostrata nell’Emerging Technology Center di IMTS 2026 e, secondo i soggetti coinvolti, punta a servire sia produzioni high-mix/low-volume con tempi più rapidi sia strategie low-mix/high-volume.

La configurazione presentata include due centri di lavoro verticali Mazak VC-Ez 20X. Al cuore del sistema c’è l’abbinamento tra un centro di lavorazione Mazak VC Ez-20X a cinque assi e un impianto Fronius International Wire Arc Additive Manufacturing, inseriti in un unico quadro automatizzato. L’obiettivo dichiarato è concentrare in una sola architettura la fase additiva e quella sottrattiva, riducendo discontinuità operative tra crescita del pezzo e finitura.

Il modulo WAAM di Fronius utilizza arco elettrico e filo standard da saldatura per depositare il metallo strato dopo strato. Nel materiale disponibile, questa tecnologia viene descritta come adatta alla stampa 3D metallica di grandi dimensioni e orientata a velocità, convenienza economica e libertà progettuale rispetto ai processi tradizionali e ad alcune soluzioni additive basate su polvere. Queste valutazioni sono attribuite alla descrizione del sistema fornita dalla fonte.

Dopo la fase additiva, i componenti vengono trasferiti a una macchina di fresatura VC-Ez 20X full five-axis per la lavorazione finale. Il passaggio tra i processi è affidato a un sistema Mazak automatizzato di trasferimento pallet, che muove pallet comuni tra le diverse stazioni per mantenere il posizionamento del pezzo ripetibile e sostenere l’efficienza produttiva. In pratica, la piattaforma è impostata per eseguire sia operazioni additive sia sottrattive nello stesso flusso.

Secondo Dan Janka, presidente di Mazak Corp., il progetto si inserisce nella relazione di lunga data tra Mazak e Oak Ridge National Laboratory sul fronte della ricerca nella lavorazione meccanica e dell’avanzamento delle tecnologie additive ibride. Le applicazioni indicate per la piattaforma vanno dalla riparazione strutturale alla produzione rapida di utensili, fino ai componenti near-net-shape.

Per il settore, la dimostrazione a IMTS conferma l’interesse verso celle in cui additive e CNC non sono reparti separati ma fasi coordinate di uno stesso processo. Per chi realizza lotti variabili o pezzi complessi, il valore potenziale sta nella possibilità di arrivare a una preforma vicina alla geometria finale con WAAM e completarla poi con la precisione della fresatura a cinque assi.