Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha attivato i mini contratti di sviluppo dedicati alla filiera automotive con un decreto firmato dal ministro Adolfo Urso. La misura assegna 300 milioni di euro alle imprese del comparto e dà attuazione alla seconda quota del Fondo Automotive prevista dal DPCM del 10 giugno 2026, rifinanziato dal governo per accompagnare la transizione verso una mobilità sostenibile, autonoma, connessa e sicura.

Secondo quanto riportato dalla fonte, il Fondo Automotive è articolato in due linee. La prima, superiore a 631 milioni di euro complessivi tra il 2026 e il 2030, è destinata agli Accordi per l’innovazione. La seconda, pari a 300 milioni di euro tra il 2025 e il 2030, sostiene appunto i mini contratti di sviluppo, per i quali il ministero ha ora definito il regime di aiuto.

Lo strumento estende la logica dei contratti di sviluppo ordinari alla fascia di investimenti inferiore ai 20 milioni di euro. In questo modo si intercetta un segmento di imprese che, pur avendo programmi troppo piccoli per lo strumento negoziale maggiore, sviluppa progetti di dimensione superiore rispetto a molti bandi regionali o settoriali. Per l’automotive, i programmi ammissibili riguardano sviluppo, ingegnerizzazione, testing e produzione di nuovi veicoli e soluzioni di mobilità, inclusi i sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni.

Nel perimetro rientrano anche componenti, sistemi e tecnologie per la mobilità autonoma, connessa e sicura, oltre ai progetti di diversificazione e riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo. Agli investimenti produttivi possono affiancarsi attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nonché percorsi di formazione del personale, entro il limite del 10% dell’investimento complessivo.

Le agevolazioni saranno concesse come contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato, con una copertura fino al 75% delle spese ammissibili. Le domande potranno essere presentate anche in forma congiunta, fino a un massimo di cinque partecipanti. La ripartizione delle risorse riserva il 60% alle iniziative delle PMI, con un quarto di questa quota destinato esclusivamente a micro e piccole imprese, mentre il 40% è rivolto ai programmi realizzati in stabilimenti del Mezzogiorno. Sono inoltre previste due ulteriori riserve del 10% ciascuna per le imprese con rating di legalità e per quelle in possesso della certificazione della parità di genere.

Le richieste saranno esaminate in ordine cronologico attraverso un’istruttoria in due fasi. Il ministero dovrà deliberare la concessione delle agevolazioni entro 120 giorni dal ricevimento della domanda, mentre le modalità operative per la presentazione e l’erogazione saranno definite con un successivo decreto direttoriale.