Atomic Industries sta spostando il proprio focus dal test bed sviluppato nel sito di Warren alla produzione di componenti nello stabilimento di Shelby Township, Michigan. Secondo quanto riportato dalla testata, l'azienda utilizza il software e hardware proprietario Nucleus per collegare progettazione stampi, raccolta dati in tempo reale e stampaggio in produzione. Il nuovo impianto di Shelby Township ospita le attuali operazioni di stampaggio ed è presentato come il primo tassello di una futura presenza manifatturiera multisito negli Stati Uniti.

Il cuore dell'approccio è l'integrazione di sensori all'interno delle cavità stampo. Atomic afferma di rilevare temperatura, pressione, forza degli espulsori e forza di flusso del materiale plastico, con un caso che arriva a 60 sensori per cavità. I dati vengono inviati in tempo reale ai modelli dell'azienda tramite box di controllo sviluppati internamente. In base all'articolo, questa retroazione consente di osservare correlazioni di processo che in un'officina tradizionale resterebbero invisibili e di riportarle direttamente nella progettazione dello stampo e nella messa a punto della pressa.

Fra gli esempi citati, il cofondatore e presidente Lou Young segnala una variazione di 5 °C nella zona 4 della fascia riscaldante dell'ugello, associata a pezzi sistematicamente più piccoli di 0,005 pollici quando si verificava il picco. L'azienda sostiene che, restringendo la finestra di temperatura della pressa, sarebbe possibile ridurre la variabilità dimensionale e tagliare ulteriormente il tempo ciclo. Il vantaggio dichiarato non riguarda quindi solo il progetto dello stampo, ma l'uso dei dati di produzione per rendere più efficiente il programma successivo.

Sul piano industriale, Atomic dichiara che questo ciclo chiuso ha permesso di abbreviare in media di 12 settimane il lead time di lancio di nuovi componenti per i clienti. La testata riporta anche un confronto su un progetto: stampo progettato con il software dell'azienda e costruito internamente, tempo ciclo di 53 secondi contro i 70 secondi quotati dai concorrenti per lo stesso lavoro. La società sottolinea però che restano nodi aperti, a partire dal percorso di certificazione IATF, descritto come necessario per entrare nell'automotive e legato a 12 mesi di dati di audit.

La fase successiva di crescita comprende il piano, non ancora localizzato, per un impianto da un milione di piedi quadrati con centinaia di presse a iniezione e capacità di avviare in produzione da 30 a 40 stampi al mese. Michigan, Ohio e New Mexico sono indicati come possibili sedi. Parallelamente, Atomic prevede di espandersi nella pressofusione ad alta pressione, ritenendo trasferibili diversi principi fisici già utilizzati nello stampaggio a iniezione, come gestione termica, flusso del materiale, raffreddamento conforme e pressione in cavità.

L'azienda conta ora circa 80 addetti, con un organico software vicino a 30 persone e una forza produttiva di dimensioni simili. Secondo l'articolo, alcuni clienti non sono ancora pronti a essere citati pubblicamente, anche se vengono menzionati 800.000 pezzi annui prodotti presso un'azienda di Elkhart, Indiana, con uno stampo costruito da Atomic. Nel complesso, il caso segnala una transizione da piattaforma sperimentale a modello manifatturiero integrato, in cui la validazione della tecnologia passa sempre più da dati di produzione effettivi.